La vivace attività letteraria e artistica che caratterizzò gli esordi del ventesimo secolo a Firenze e in Italia trova ampia e inedita testimonianza nell’archivio istituzionale della Sezione e nei fondi di alcuni dei protagonisti di questa stagione, su entrambi i fronti dello scontro culturale che si consumava sulle pagine delle molte riviste sorte in quegli anni: qui mostriamo Hermes, rivista mensile dell’arte e del pensiero moderno (1904-1906), fondata da Giuseppe Antonio Borgese, ultima nata rispetto al Leonardo di Papini e Prezzolini e al Regno di Corradini e illustrata da artisti come Adolfo de Carolis e Giovanni Costetti. Segue Lacerba (1913-1915), fondata da Giovanni Papini e Ardengo Soffici, di estetica non meno raffinata ma dai toni assai più accesi.
Dall’archivio degli Affari Risoluti, che raccoglie le pratiche emesse e ricevute dalla Sezione di Filosofia e Filologia dal 1859 al 1930, immenso giacimento che offre molte notizie inedite, si mostrano i manoscritti delle prove che Dino Campana sostenne, senza successo, nel concorso indetto nel 1911 dall’Istituto di Studi Superiori, per l’abilitazione all’insegnamento del francese, esperienza a lungo ignota alle biografie.
L’Umanistica conserva anche la preziosa biblioteca d’autore di Aldo Palazzeschi, quella di Giovanni Papini, il più virulento avversario dei “pedanti”, la raccolta di Costetti, l’archivio di Borgese, la collezione privata di Ernesto Giacomo Parodi, docente dell’Istituto, autore di una ragionata difesa del metodo storico.
Dai fondi Palazzeschi e Parodi e dalla straordinaria raccolta di miscellanee di Alessandro D’Ancona, comprese tra il XVIII e XIX secolo, sono tratte edizioni – spesso le prime – di opere poetiche del primo Novecento con dediche autografe degli autori alle personalità titolari dei fondi: dedicati a Palazzeschi il ricercatissimo Porto Sepolto del 1916, con le poesie scritte da Ungaretti mentre era "in zona di guerra" sul Carso, e Ossi di seppia di Montale del 1928, così come le Liriche di Arturo Onofri e le Ranocchie turchine di Enrico Cavacchioli (con dedica anche di Marinetti); le poesie di Domenico Giuliotti e Federigo Tozzi, in un estratto da L’Eroica, illustrate da xilografie di Barbieri e Luperini, dedicate a D’Ancona; l'Incendiario di Aldo Palazzeschi con dedica a Parodi e infine Rarefazioni e parole in libertà di Corrado Govoni, con disegni e tavole parolibere nel testo.







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