11 Dicembre 1679
Nasce a Firenze l'11 dicembre 1679 da Pier Francesco di Paolo Micheli e Maria di Piero Salvucci

Ritratto di Pier Antonio Micheli
Nasce a Firenze l'11 dicembre 1679 da Pier Francesco di Paolo Micheli e Maria di Piero Salvucci

Antica legatoria: immagine dall'Encyclopédie di Diderot et d'Alembert
(fonte: Wikimedia Commons)
Il padre, tintore, gli offre una educazione di base facendolo studiare grammatica in vista di un impiego futuro e adolescente lo manda da un libraio, Ottavio Felice Bonaiuti, come apprendista. Qui ha accesso ai primi testi di botanica, fra i quali l'edizione del 1585 dei Discorsi di Pier Andrea Mattioli

Abbazia di Vallombrosa, stampa 1750
(fonte: Wikimedia Commons)
L’amicizia con i padri vallombrosani, Don Virgilio Falugi prima, Don Biagio Biagi e sopratutto Don Bruno Tozzi dopo, gli fornisce le prime nozioni per “fare gli scheletri dell’erbe”(raccogliere e seccare campioni di piante) e nuove possibilità di lettura.
![Tavola illustrata di Tommaso Maria ChelliniBiblioteca Biomedica, [Libro di funghi], 1699 Tavola illustrata di Tommaso Maria ChelliniBiblioteca Biomedica, [Libro di funghi], 1699](../../application/mediaArchive/Image/timeline04.jpg)
Tavola illustrata di Tommaso Maria Chellini
Biblioteca Biomedica, [Libro di funghi], 1699
Conosce Tommaso Chellini (raccoglitore e illustratore di piante), frequenta padre Antonio Bonini, bibliotecario e maestro di botanica presso il Regio ospedale di Santa Maria Nova. Inizia scambi e rapporti con eminenti personaggi della vita scientifica e culturale fiorentina, come Lorenzo Magalotti, il medico Giuseppe Del Papa (che lo presenterà al Granduca Cosimo III) e con botanici stranieri in visita a Firenze: William Sherard, Joseph Pitton de Tournefort

Mele, Manoscritto 49, carta 231
Biblioteca di Scienze, Fondo Micheli
Viaggia ora per conto di Cosimo III: nello Stato Veneto, nel territorio del Granducato toccando
“Alpi della Pania, di Barga, di San Pellegrino, di Fiumalbo, del Lago Nero, del Lago Scaffaiolo, di Vallombrosa di Camaldoli, della Falterona, della Vernia, di Montauto, per il Montamiata, Mont’ Uliveto Maggiore, per le Chiane, e per la marina di Pietrasanta fino a Porto Baratto.” (Targioni Tozzetti, 1858)

Cosimo Magalli, Pianta dell'orto botanico di Pisa,
M. Tilli Catalogus Plantarum Horti Pisani del 1723
(fonte: Wikimedia Commons)
Diventa per “rescritto” granducale aiuto custode del Giardino dei Semplici di Pisa con il compito di cercar piante per lo stesso giardino e per quello fiorentino

Immagine da Édouard Humbert, Dans la Forêt de Thuringe. Voyage d'étude, 1862
(fonte: Wikimedia Commons)
Per sedici lunghi mesi viaggia in “Tirolo, Austria, Boemia, Prussia, Slesia, e Turingia” raccogliendo materiale da essiccare, semi e minerali. Pare che all'origine del viaggio ci fosse anche un incarico riservato ricevuto da parte del Granduca: "imparare il metodo di far la Latta, tenuto allora segretissimo in Prussia" (Targioni Tozzetti, 1858)

Regno di Napoli, mappa (1680) di Frederik de Wit
(fonte: Wikimedia Commons)
Va a Roma, nel Regno di Napoli e in Puglia. Si muove per lo più a piedi, come ci racconta Giovanni Targioni Tozzetti nelle Notizie sulla vita: "con pochissimo denaro in saccoccia, e senza curar le ingiurie dell'aria"

Ghianda, Ms 46, carta 96
Biblioteca di Scienze, Fondo Micheli
Si sposta alla scoperta delle montagne di Pistoia, del Modenese e di Bologna. Nel 1715 torna nella campagna romana e in Abruzzo

Lapide nel Giardino dei Semplici
Nasce la prima Società botanica al mondo. Con Micheli ne faranno parte gli amici Niccolò Gualtieri, Sebastiano Franchi e l'abate Gaetano Moniglia.

Giardino dei Semplici , Dettaglio dal Catalogus Plantarum Horti Florentini, 1748
Cosimo III concede alla Società botanica l’amministrazione del Giardino dei Semplici di Firenze e Micheli diventa Provveditore del giardino; compie nuovi viaggi all’Elba, per il Monte Argentario e in Maremma

Carta settecentesca della campagna romana con relativi feudi
(fonte: Wikimedia Commons)
Si muove tra Livorno, Roma e la Puglia. Instancabile organizza di nuovo un viaggio in Mugello, passo del Giogo, campagna bolognese, di Pistoia, di Modena, monte di Pietra Pania, Pietrasanta, marina di Lucca; probabilmente nello stesso anno (1721) è anche a Bientina, nei monti pisani, a Pisa e marina di Livorno, Lucca e Massa. Nel 1722 si sposta invece nella campagna romana e a Roma, marina di Ostia, Civitavecchia, Orbetello, Piombino, Grosseto; viaggia nelle isole della laguna veneta, va in Istria.

Frontespizio, Biblioteca di Scienze, Botanica 31 E 07
Pubblica a Firenze la Relazione dell'erba detta da' botanici orobanche e volgarmente succiamele, fiamma e mal d'occhio, che da molti anni in quà si è soprammodo propagata quasi per tutta la Toscana, una delle poche sue opere arrivate alla stampa.

Ritratto di Antonio Cocchi
(fonte: Wikimedia Commons)
Nuovi itinerari per conto del Granduca Gian Gastone: nell'Appennino toscano, sul Monte Senario e in Mugello (1725), sui colli di Scandicci Spazzavento San Casciano e Impruneta (1726), a Castelfiorentino, Certaldo, Colle, Volterra, Guardistallo, Casale, Bibbona, Bolgheri e Castagneto, Campiglia, Piombino, Vada, Livorno (1728). Poi torna in Mugello (1729) accompagnato questa volta dall’amico medico Antonio Cocchi . Nel 1730 ripete un viaggio in Puglia, nel 1732 va a Cortona e nella campagna circostante. (Targioni Tozzetti, 1858)

Frontespzio, Biblioteca di Scienze, Botanica, 44 D 10
Esce il Nova plantarum genera iuxta Tournefortii methodum disposita, quibus plantae MDCCC recensentur, scilicet fere MCCC nondum observatae, reliquae suis sedibus restitutae stampato a Firenze per i tipi di Bernardo Paperini. L’opera già conclusa da quasi un decennio (1720) e presentata al Granduca in cerca di un sostegno per la pubblicazione vide le stampe con molto ritardo

Tasso (taxus baccata). Nel Giardino dei Semplici è presente un esemplare piantato da Micheli nel 1720
(fonte: Wikimedia Commons)
Micheli è nominato finalmente custode del Giardino de’ Semplici di Firenze.
Sotto la sua direzione il giardino è disposto secondo i dettami del Tournefort e solo nella seconda metà del Settecento, con Giovanni Targioni Tozzetti, allievo e erede del Micheli in questo ruolo, sarà avanzata la proposta di applicarvi il sistema di Linneo (Cellai e Luzzi, 2013)

Monte Baldo
(fonte: Wikimedia Commons)
“L’ultimo viaggio che fece il Micheli, di gran soddisfazione per esso, ma di estremo danno alla Repubblica Letteraria, perché influì sulla di lui mortale malattia, fu nell’autunno dell’anno 1736, per lo Stato Veneto, fino a Monte Baldo” (Targioni Tozzetti, 1858)
Nella notte tra il 1 e il 2 gennaio muore a Firenze

La mattina successiva al decesso il corpo fu esposto nella chiesa di Santa Maria degli Alberighi, sua parrocchia, arricchito della toga dottorale e con quattro libri come d'uso per i dottori. Fu inumato nel pavimento della chiesa, oggi non più esistente, con l'intenzione di spostarlo in Santa Croce, ma il trasferimento non fu mai fatto e le spoglie del botanico sono andate perdute.
Seguirono esequie accademiche ad opera della Società Colombaria, di cui faceva parte, e in agosto ad opera della Società botanica nella Sala dei Duecento in Palazzo Vecchio.