Luca De Silva e gli Archi-tè

Luca 2L’idea dell’Archi-tè nacque nell’ottobre del 2008 quando, durante le conversazioni informali nella pausa caffè, ci raccontavamo di alcune iniziative che ci avevano positivamente colpito per la loro formula originale e che comunicavano un'idea diversa di biblioteca.

Incontri come Il tè alle cinque in Biblioteca della Biblioteca Comunale di Fiesole, oppure l’Aperitivo in Biblioteca della Biblioteca della Facoltà di Economia dell’Università di Modena, proponevano alla loro utenza e alla cittadinanza in generale un calendario di incontri culturali in un clima informale e conviviale.

Ecco che Luca colse subito la potenzialità di queste iniziative e cominciò a pensare di organizzare qualcosa di simile anche nella nostra biblioteca, precorrendo - almeno per le biblioteche dell’Università di Firenze - l’idea della terza missione dell’Università.

Ci propose, infatti, di progettare degli incontri che ruotassero attorno al concetto allargato di architettura, libro e biblioteca e che si sarebbero conclusi con un finale conviviale.

Continua a leggere

La scelta del nome non fu casuale: Archi-tè doveva ricordare il concetto di architettura e il momento del tè che per Luca significava, come scrisse in alcuni appunti del febbraio del 2009:

“Offrire il tè è un momento conviviale e d’incontro che si ritrova in molte aree culturali dall’Oriente all’Europa, e noi lo proponiamo proprio per sottolineare che la cultura si può apprendere anche in un clima più leggero e distensivo”.

Anche il sottotitolo incontri trasversali rivelava la filosofia degli Archi-tè e la visione che Luca aveva dell’iniziativa:

“Trasversali” perché non riguardano la progettazione di un edificio o l'organizzazione specifica dell'urbanistica di un territorio, ma affrontano l'architettura nel suo aspetto immaginario e seducente, più legato ai sensi dell'individuo e alla sua creatività.

Luca De SilvaLuca sapeva perfettamente come si realizzava un evento, quindi fu lui a guidarci nelle varie tappe organizzative del progetto, diventando per noi un maestro esemplare, sempre simpatico e dolcissimo, dal quale abbiamo tratto l’esperienza per l’organizzazione del ciclo di incontri delle Archistorie, nate dal suo insegnamento.

Il logo dell'Archi-tèLuca pensò subito alla promozione e realizzò il logo dell’Archi-tè, un prototipo di manifesto e di volantino che poi abbiamo sempre riutilizzato cambiando semplicemente il colore per ogni iniziativa.

Redigeva personalmente il comunicato stampa e diffondeva le iniziative, oltre che alle mailing list dell’università, anche ai suoi numerosi contatti personali.

Se la parte culturale era potenzialmente semplice per la naturale capacità di Luca di tessere relazioni con gli altri e la sua non comune cultura, la realizzazione dell’evento non era affatto semplice, perché la filosofia del progetto era quella di organizzare delle iniziative a costo zero per la biblioteca.

Ecco che cominciammo a cercare sponsor per il tè e per la fornitura di pasticcini: La Via del Tè collaborò con entusiamo all’iniziativa offrendoci tè sempre diversi, pensati appositamente per i vari eventi: tè rosso per Il colore d’architettura, Karkadè per Alle origini dell'abitare: antiche città in "terra" d'Africa, tè al gelsomino per Giardini verticali e metamorfosi urbane … e molti altri. In cambio, offrivamo pubblicità alla ditta sul nostro sito, manifesti e volantini. Per i pasticcini, purtroppo, non riuscimmo a ottenere sponsorizzazioni e furono sempre finanziati dalle componenti del gruppo dell’Archi-tè, in particolare da Luca. Non fu per nulla semplice trovare la fornitura di tazze al prezzo più basso. Per riuscire a risparmiare qualcosa, Luca si trasformava da direttore artistico a uomo tutto fare: con la sua macchina andava ogni volta a prendere le tazze in via Carlo del Prete e là le riconsegnava dopo ogni evento.

Giardini verticali e nuove nature urbane, 2009, foto di Luca De SilvaParticolare attenzione veniva prestata agli allestimenti:  realizzavamo un angolo a tema con oggetti sia di recupero che portati da casa e, grazie alla naturale creatività artistica di Luca e al nostro entusiamo, questi spazi si trasformavano in piccole installazioni.

Se venivano realizzate delle mostre, soprattutto dopo il 2011, la mostra era allestita nell’Archispazio, la saletta al piano terreno del palazzo, progettata da Luca stesso. Quando anche l’Archispazio era troppo stretto per contenerla, la mostra allora “usciva” dall’Archispazio per proseguire in biblioteca oppure nell’ingresso del palazzo.

Negli Archi-tè degli esordi, completavano gli spazi due bacheche che contenevano i libri e le riviste Paesaggi urbani nel cinema contemporaneo, 2009,  foto di Luca De Silvaposseduti dalla biblioteca sull’argomento oggetto dell’incontro. Gli Archi-tè sono stati una grande occasione per arricchire la collezione della biblioteca con i temi “TRASVERSALI” proposti da Luca, perché per ogni incontro compravamo le novità librarie sull’argomento ed elaboravamo una bibliografia che distribuivamo al pubblico e diffondevamo sul sito web.

Le iniziative hanno avuto un grande successo di pubblico: nell’arco di 9 anni, dal 2009 al 2017, sono stati realizzati ben 61 Archi-tè. Luca è riuscito a offrire un programma ricco e vario, incentrato sulle contaminazioni fra l’architettura e le varie discipline: architettura e musica, architettura e danza, architettura e letteratura, architettura e fotografia, cinema e urbanistica. Negli anni successivi alla pensione sono state proposte invece soprattutto mostre e installazioni di artisti.

A casa di Gillo Dorfles, 2013, foto di Gianluca SaviI relatori dei vari incontri erano docenti dell’Università di Firenze, artisti e architetti; spesso si trattava di giovani, perché Luca era da sempre interessato a promuovere i giovani con le loro idee di novità. Fra i meno giovani, invece, Luca è riuscito a portare a Firenze per ben due volte, Gillo Dorfles.

Durante il suo ultimo anno di lavoro in biblioteca Luca stava progettando un libro che raccogliesse tutto il materiale elaborato per i vari incontri, per documentare e tenere memoria del ciclo degli Archi-tè. Il progetto, purtroppo, non è mai arrivato in porto: così noi abbiamo deciso di realizzare questa mostra virtuale proprio per onorare questo lavoro e la memoria di Luca.

Per Luca