«L’immagine intatta della nostra giovinezza»
La cartolina allude alla presentazione che Aldo Palazzeschi scrisse per il volume Primo Conti a cura di L. Carluccio (Torino, Edizioni d'arte Pozzo, 1967).
Il «più intelligente visitatore»
La presentazione del libro, scritta da Palazzeschi, contiene un vivido ritratto del giovane Primo Conti: «E siccome il più intelligente visitatore di quella mostra [l’Esposizione futurista di «Lacerba»] fu il pittore tredicenne Primo Conti ebbi anch’io il piacere di conoscerlo e di parlare con lui, e di essere invitato a visitare il suo studio in via dei Della Robbia. E il ricordo di quel ragazzino che in pantaloncini corti venne ad aprirmi la porta per mostrarmi la sua opera incise nella memoria un’immagine incancellabile e vagamente misteriosa, venata di una indefinibile malinconia di fronte a un destino che si annunziava di sempre giovane senza avere conosciuto la giovinezza. / Primo Conti mi mostrava ritratti, nature morte e autoritratti nei quali l’artista pareva vedersi scevro da qualsiasi segno di giovanile giocondità, quasi volendo bilanciare la precoce maturità della mente sull’immaturità della persona, e dimostrando fino da allora questa apertura sicura verso i nuovissimi problemi dell’arte figurativa, e che formavano l’ambizione e l’ardore di quella giovane schiera alla conquista di nuove espressioni e di una nuova forma».
Sull'esemplare posseduto da Palazzeschi spicca l'affettuosa dedica di pugno del pittore: «Al mio caro, grande Aldo Palazzeschi / con memore riconoscente affetto, / il suo / Primo Conti, / "Le Coste" – Fiesole / S. Pasqua 1967».
«Amico e maestro»
Nel luglio del 1974 viene presentata a Roma, nel Palazzo delle Esposizioni, una mostra antologica dedicata a Primo Conti. In coincidenza con la manifestazione artistica, è pubblicata la monografia Primo Conti, edita a Milano da Silvana Editoriale d'Arte, in apertura della quale viene riproposta la presentazione di Aldo Palazzeschi, Primo Conti 1913. Il volume della biblioteca personale di Palazzeschi contiene una affettuosa dedica del pittore: «Al caro Aldo Palazzeschi / mio amico e maestro / dalla prima all’ultima / giovinezza, con sempre più / grande affetto e / ammirazione / Roma, 30 V 1974, Primo Conti».