MUTAZIONI MORFOLOGICHE
di Cristina Petrelli

«Non vi è più differenza tra invenzione e scoperta […]».
Nella contemporaneità i confini, estendendo il concetto a tutti gli ambiti, si assottigliano, si superano, si abbattono.
Il cambiamento diventa una condizione esistenziale e l’esito inatteso non fa più paura.
Nel considerare l’anomalia come una possibilità si inserisce il lavoro di Mona Lisa Tina (Francavilla Fontana BR 1977). L’artista esegue delle performances in cui espone il proprio corpo nudo come luogo del cambiamento. Le coordinate spazio-temporali vengono ridefinite tanto da rendere l’esperienza fortemente soggettiva. Tra artista e fruitore si innesta un processo intimo e personale che, attivato dai sensi, provoca un coinvolgimento profondo. Una traccia emotiva ogni volta diversa, impossibile da spiegare pienamente, condividere e riproporre.
Oltre il Corpo sembra contraddire questo assunto. Nella mostra personale viene esposta una selezione di fotografie tratte da performances realizzate dall’artista negli ultimi anni. La fotografia, almeno in apparenza, nega quanto detto, offrendo una realtà immutabile, fermata in uno spazio e in un tempo definiti. Ma l’artista non è interessata a questo. Con una lucidità che dichiara l’integrità del suo agire, nella vita come nell’arte, non fa altro che presentare qualcosa di incompleto.
Gli scatti proposti sono estratti dal progetto Skin Borders (2008 – 2011) costituito da tre differenti performances: Obscuratio, Human ed Into the core e dall’evento performativo Anthozoa (2013). Ogni fotografia non può far altro che offrire un frammento dell’azione proposta, lasciando al visitatore immense lacune. Rispetto all’evento specifico si arriva a coinvolgere un numero più ampio di persone, ma con l’obiettivo di moltiplicare ancor più l’incertezza.
Lo spazio della Biblioteca di Architettura si contamina dei luoghi, dei tempi e dei differenti esiti formali esplorati dall’artista. Il fruitore mantiene un ruolo attivo in un’esperienza che rimane fortemente individuale. L’incompletezza invocata per Oltre il Corpo va ricondotta ai concetti di divenire e incertezza che la filosofia Postumana ha pienamente rivalutato, assegnandogli un’accezione positiva.
«Il postumanesimo cambia completamente l’orientamento nei confronti dell’hybris che da rischio, pericolo, peccato diventa motore di coniugazione dell’uomo con il mondo.»
Se da una parte l’hybris è riconoscere il limite che l’uomo deve rispettare nei suoi rapporti sociali, religiosi, naturali dall’altra rappresenta la violazione a tale vincolo. Il legame dell’individuo alla realtà, nella tradizione umanistica, era regolato dall’ordine e dall’armonia che l’uomo stesso stabiliva, per poi arrivare a condannare ogni tentativo di affermare tale superiorità. Hybris, che significa tracotanza, esprime proprio questa ambiguità che solo il postumanesimo è riuscito a sciogliere. L’abolizione di un canone di misura che trova nell’uomo la forma perfetta porta a rivalutare e accettare tutta una serie di categorie che venivano condannate dall’umanesimo, come il deforme, l’informe, l’ibrido e la chimera. La loro natura morfologica le rende particolarmente importanti per un’artista che, come Mona Lisa Tina, svolge la propria ricerca nell’ambito delle arti visive. Nel ritrovarsi avvolto in strutture biomorfe il suo corpo si carica di un’identità transitoria. L’uso di protesi e il colore della pelle, che può mutare, lo presentano come un ibrido asessuato, è donna, è uomo, è animale, è vegetale. È una forma in divenire.
Le citazioni sono tratte da: Marchesini Roberto, Post-human. Verso nuovi modelli di esistenza, Bollati Boringhieri editore, Torino 2002.
Sito web dell'artista Mona Lisa Tina: artista, performer e arteterapeuta.
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Il comunicato stampa

La locandina

Rassegna stampa
La notizia dell'evento è stata riportata da alcuni siti:
loveflorenceblog: Imprevedibili variazioni
Il sito web dell'artista: Mona Lisa Tina: artista, performer e arteterapeuta
