Quando l’Istituto di Studi Superiori fu costituito, Firenze vantava già una tradizione di studio delle lingue e civiltà affacciate sul Mediterraneo orientale: la conoscenza dell’ebraico era stata apprezzata fin dall’Umanesimo e favorita da Cosimo III, materiali di provenienza dell’Antico Egitto erano presenti nelle collezioni medicee e leopoldine, il cardinale Ferdinando de’ Medici aveva creato a Roma nel 1584 la Stamperia Medicea Orientale, poi trasferita a Firenze e utilizzata dall’Istituto per le sue pubblicazioni.
Fin dall’inizio la Sezione di Filosofia e Filologia annoverò la cattedra di arabo, detenuta da Michele Amari, e di sanscrito, dal 1863 affidata a Angelo De Gubernatis, cui seguì la cattedra di Lingue dell’estremo oriente di Severini, prima in Italia. Negli anni 70 e 80 vennero attivati numerosi insegnamenti, spesso senza precedenti, tra cui ebraico, letterature semitiche comparate e assiriologia, dei cui titolari Castelli, Lasinio, Scerbo e Finzi, si conservano fondi librari in biblioteca. Il Quarto Congresso Internazionale degli Orientalisti consacrò il primato in Italia e il prestigio internazionale dell’Istituto; fiorirono riviste e fu fondata l’Accademia Orientale, poi Società Asiatica, della quale si conserva un fondo, mentre pregiati volumi e manoscritti furono acquisiti da studiosi stranieri, come Bernhard von Dorn.
Un altro campo in cui eccelse la Sezione fu la papirologia, grazie a Girolamo Vitelli, grande filologo e docente di Letteratura greca all’Istituto, che si dedicò allo studio e all’edizione di papiri, dal 1915 in modo esclusivo. Formò un’importante scuola fiorentina (Breccia, Norsa, Pistelli, Bartoletti) e dette vita alla ”Società Italiana per la ricerca dei Papiri latini e greci in Egitto”, che organizzò campagne di scavo. Nel 1928 ne raccolse l’eredità l’Istituto Papirologico, che accrebbe ulteriormente il prestigio internazionale.
A testimonianza di questa feconda tradizione di studi si espongono qui cinque manoscritti: quattro preziosi papiri, tra cui uno figurato e un frammento di Euforione, in greco, arabo e, assai raro, siriaco, datati tra il II e il X secolo d.C., rinvenuti nelle campagne di scavo dell’Istituto Papirologico Girolamo Vitelli, e un rotolo pergamenaceo in ebraico della fine del XVII secolo appartenente alle collezioni della Biblioteca. Ad essi si aggiungono due pregiati testi a stampa del XVI secolo: la Magna Biblia Rabbinica e la prima edizione in arabo del Nuovo Testamento.








