Concorso Alinari

Nel 1901 fu bandito il Concorso Alinari per un’illustrazione della Divina Commedia. La Relazione della Giuria, presieduta da Isidoro Del Lungo, fu stampata in modo autonomo a Firenze, presso la Tip. di Salvadore Landi. Sono dieci paginette, con data Firenze, 22 giugno 1901, che giustificano le decisioni prese dalla commissione, considerato quanto veniva richiesto ai partecipanti nel bando di concorso:

"presentare l’illustrazione di due canti dell’Inferno a loro scelta, cioè due composizioni di una o più figure da riprodursi fuori testo, due testate e due finali di capitolo".

Tutti i lavori presentati dai concorrenti vennero riutilizzati dall’editore Alinari per allestire una illustrazione completa di ogni cantica. Alle tavole in gara se ne aggiunsero altre appositamente commissionate agli stessi artisti. Tra 1902 e 1903 uscirono le tre cantiche in fascicoli separati, poi riuniti in un unico volume illustrato nel 1904. Ledizione "novamente illustrata da artisti italiani" era basata sul testo critico di Giuseppe Vandelli, che così aveva l'occasione di darne un primo saggio in vista dell'edizione nazionale del 1921:

"per ottenere in cambio la concessione di una tiratura del Poema con margini adatti alle collazioni, la Presidenza [della Società Dantesca] offerse al solertissimo Alinari la cooperazione del Vandelli per la cura del testo cui doveva accompagnarsi la ricca figurazione [...] Di qui è venuta [...] una recensione, che può essere considerata come un primo saggio dell’edizione futura. A questo modo il pittore segna con quattro tratti sulla carta ciò che un giorno avrà a diventare un gran quadro". (Francesco Mazzoni).

L'edizione fu recensita da Fedele Romani sulle pagine del BSDI, 11 (1904), pp. 113-27.

Una parte del materiale del concorso, per lo più quadri e disegni, è stata riproposta nella pubblicazione La Commedia dipinta: i concorsi Alinari e il Simbolismo in Toscana (Firenze, Alinari, 2002). Un lotto di dieci disegni, rimasto negli archivi Alinari, è stato da questi donato al Gabinetto Disegni e stampe degli Uffizi. 

Il concorso rappresentò per la figurazione dantesca un’occasione importante di rinnovarsi, al contatto con le correnti artistiche europee come Liberty e Simbolismo, dalle quali i partecipanti alla selezione erano, chi più chi meno, influenzati, e di superare il ciclo ottocentesco del Dante illustrato con le incisioni di Gustave Doré.

Vittorio Alinari inoltre, seguendo la vocazione della propria azienda familiare per l'editoria di alta qualità grafica, curò un'antologia illustrata di scorci paesaggistici della penisola, così come erano stati suggeriti magistralmente e poeticamente dai versi di Dante (Il paesaggio italico nella Divina Commedia); anche per quell'impresa fu coinvolto Giuseppe Vandelli che firmò la Prefazione. Il volume uscì a Firenze, presso Giorgio e Piero Alinari, nel fatidico 1921.