Il canto de gl'augelli

Il canto de gl'augelli, opera noua di Antonio Valli da Todi, doue si dichiara la natura di sessanta sorte di vcelli, che cantano per esperienza, e diligenza fatta piu volte. Con il modo di pigliarli con facilita, & alleuarli, cibarli, domesticarli, ammaestrarli ... Con le loro figure, & vinti sorte di caccie, cauate dal naturale da Antonio Tempesti ..., Roma, 1601

Si tratta del più antico trattato di ornitologia conosciuto, in un’edizione di 120 esemplari numerati che tratta la distribuzione degli uccelli in Italia e che studia la relazione tra il canto degli uccelli e il loro territorio, ad opera di Antonio Valli.

Il frontespizio è figurato e l’edizione comprende cinquanta tavole in rame, alcune di queste copiate dall’Olina nella sua Uccelliera del 1622. Nel Catalogo del Cicognara (tomo I, 1821) si cita che “i libri, che servirono a’ piaceri della caccia, finirono a fanciullesco trastullo per l’amenità dei soggetti e vennero logorati senz’essere riprodotti, motivo specialmente della loro rarità, oltre che alcuni, siccome i due enunciati, sono eseguiti da buoni disegnatori”.

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