Opera del Duomo

Museo dell'Opera del Duomo con modelli lignei e sculture in marmo (Firenze, Gabineto Fotografico delle Gallerie degli Uffizi)In occasione di certi eventi tragici, le immagini raccontano meglio delle parole, come nel caso delle foto che documentano gli ambienti al pianterreno del Museo dell’Opera del Duomo all’indomani del ritiro delle acque dell’alluvione: i modelli lignei per il tamburo della cupola e la facciata di Santa Maria del Fiore giacevano stesi in orizzontale, avvolti nelle veline, al cospetto delle sculture marmoree di Arnolfo di Cambio e della sua bottega, impastate nel fango e nella nafta. Anche alcuni dei disegni ottocenteschi per la facciata erano esposti al pianterreno, mentre in gran parte erano nei depositi.

Una delle ferite più profonde inferte alla variegata raccolta museale ha riguardato la collezione di corali miniati, compiuti dal Trecento in poi: nella sala ad essi dedicata, rimasero sommersi nel fango, in gran parte chiusi negli armadi sotto le teche che furono aperte a forza. Rimasero sommersi 3000 volumi manoscritti dal XIII al XX secolo, di cui 55 erano corali miniati. Alla preziosa collezione di codici miniati se ne aggiungevano altri tre, gli unici che non furono toccati dall’acqua perché erano esposti su un alto badalone. Trasferiti prima all’Istituto Restauro Scientifico del Libro del Vaticano, i corali furono poi affidati alle cure dell’Istituto Statale di Patologia del Libro “Alfonso Gallo” di Roma e quindi, tornati a Firenze, sono stati oggetto di un lungo e paziente recupero, concluso solo nel 2002.